«Semplice ed elegante» è la richiesta che ricevo più spesso da chi è invitata a una cerimonia, e quasi sempre significa una cosa sola: non voglio sembrare truccata. Il problema è che semplice non vuol dire poco prodotto. Un trucco per cerimonia semplice ed elegante è un trucco con poche decisioni, prese bene, e portate fino in fondo. Quando invece si tolgono i passaggi a caso, il risultato non è naturale: è incompiuto, e in fotografia si vede subito.
«Semplice» vuol dire poche decisioni, non poco trucco
Un viso truccato per una cerimonia deve reggere due condizioni che non esistono nella vita di tutti i giorni: molte ore consecutive e l’obiettivo di qualcuno. Se si alleggerisce togliendo la base, alla terza ora la pelle è lucida dove non serve. Se si alleggerisce togliendo la definizione dell’occhio, in fotografia lo sguardo scompare, perché la macchina appiattisce i contrasti che l’occhio umano vede benissimo dal vivo.
Il modo giusto di alleggerire è un altro: si sceglie un elemento che porta il look e si tengono tutti gli altri in secondo piano. Occhio definito e labbra neutre. Oppure labbra decise e occhio pulito. Oppure pelle molto curata, e sia occhio sia labbra appena accennati. Tre strade diverse, tutte «semplici ed eleganti». Quello che non funziona è definire tutto allo stesso livello — è lì che nasce la sensazione di «troppo», anche quando i colori sono tenui.
La pelle decide il risultato più di qualsiasi ombretto
Nella maggior parte delle cerimonie a cui lavoro, la parte che richiede più tempo non è l’occhio: è la preparazione della pelle. E non per un motivo estetico, ma pratico — una base che si muove rovina tutto quello che le sta sopra, e si muove per ragioni che si possono prevedere.
- L’idratazione va calibrata sulla giornata, non sulla stagione. Una pelle molto idratata prima di una cerimonia lunga in una sala calda non tiene: il fondotinta scivola perché sotto c’è ancora prodotto che non è stato assorbito.
- La coprenza serve a zone, non a tutto il viso. Una base uniforme stesa ovunque cancella i rilievi naturali, e in fotografia il viso diventa piatto. Si costruisce dove serve e si lascia trasparire dove la pelle sta già bene.
- La cipria va messa dove si produce sebo, non dove si vede luce. Opacizzare gli zigomi è l’errore più comune del trucco fatto in fretta: toglie esattamente la luminosità che rende il viso vivo in una foto.
Gli occhi: una forma sola, portata bene
Per una cerimonia la forma dell’occhio conta più del colore. Una sfumatura costruita nella piega palpebrale funziona su quasi tutti, regge le ore e non chiede ritocchi. Il colore è la decisione successiva, e qui il colore dei tuoi occhi cambia davvero qualcosa.
Occhi scuri e occhi marroni
Sono gli occhi che sopportano più intensità senza sembrare pesanti, perché il contrasto naturale è già alto. Il rischio opposto è la scomparsa: tonalità troppo vicine al colore dell’iride spengono lo sguardo. Funzionano bene i toni caldi e ramati, i bronzi, i marroni più freddi se si vuole qualcosa di meno estivo.
Occhi verdi e occhi azzurri
Qui vale il contrario: il contrasto va costruito, non contenuto. Sugli occhi verdi lavorano i toni caldi, dal pesca al prugna; sugli azzurri i bronzi e i tortora. Sfumature troppo fredde e argentate fanno sembrare l’occhio stanco, soprattutto in una sala con luce artificiale.
Le labbra: la parte che invecchia peggio nelle fotografie
Un rossetto molto pigmentato dopo il pranzo non è più dove l’hai lasciato, e nelle foto di gruppo di metà pomeriggio si vede il bordo rimasto. Per una cerimonia lunga conviene un colore costruito per consumarsi in modo uniforme: una tinta come base, il colore sopra, niente strati spessi. Il criterio è semplice — deve poter sparire un po’ senza lasciare disegno.
Cosa fa sembrare un trucco «troppo»
Nella mia esperienza sono quasi sempre le stesse quattro cose, e nessuna riguarda la quantità di colore: contorni marcati che non sfumano nella pelle; una base più chiara o più scura del collo; illuminante steso su tutta la guancia invece che su un punto; e un occhio definito con la stessa forza su tutto il perimetro, che chiude lo sguardo invece di aprirlo. Togliendo queste quattro, lo stesso trucco diventa «semplice ed elegante» senza cambiare un solo prodotto.
Quanto deve durare davvero
Una cerimonia italiana raramente finisce presto. Tra preparazione, funzione, foto, pranzo e sera si arriva facilmente a dieci ore, spesso passando da un interno fresco a un esterno caldo e ritorno. Un trucco pensato per quella durata si costruisce diversamente fin dall’inizio: si sceglie la tenuta prima del colore. È lo stesso ragionamento che uso per il trucco sposa nel caldo estivo, applicato a una giornata in cui però nessuno si aspetta che tu abbia una truccatrice al seguito.
Se sei invitata a un matrimonio e non a una cerimonia generica, c’è una guida dedicata al trucco da invitata, mamma della sposa e testimone, dove entra anche il tema delicato di non sovrastare la sposa.